s f o g o

20050607

ecco...
deserto, pagliuzze d'oro
camminare, mi sto muovendo
con le labbra già umide

è tutto giallo e
seguo un cerchio, un cerchio che mi ha portato al punto
di partenza
quando sono uscita dall'acqua
e dalla pancia della mamma

com'è forte il calore
che sento parlando con una persona
che nemmeno ha mai saputo della
mia esistenza per tutti questi anni!
e con lei parto da capo
con la difficoltà che ho del mondo
che mi porto appresso dai miei primi gesti
o pensieri?
si pensa prima o si agisce?
io sicuramente penso (non è detto in modo fruttuoso)

e quante finzioni poi
per mascherare il pensiero o per renderlo meno doloroso
quanti giochini infantili
io che nn trovo difficoltà ad essere veramente
bambina
sono piccola, molto piccola ma nn riesco a tornare
bambina

ora che torno sul palco,
devo operare il giusto scambio
essere vera al di fuori
per poter fingere con vera emozione là sopra
sarà un gioco al massacro, già
due mesi fa ho iniziato il progetto di me stessa
e ora vedo la mia certezza
che sarebbe stato facile dopotutto,
la mia certezza dell'inizio
beh, ora la vedo come un'altra piccola
bugia
ma è servita, altrimenti nn avrei cominciato

ma non è facile per niente
vedere come si muove la mia macchina ogni giorno
e sentire che il lavoro si deve fare su ogni istante
quando tutto quello che mi sono creata
perde di vita, diventa finzione,
diventa mura, sedie, pavimento, diventa oggetto
e resta a bocca aperta immobile a fissarmi
aspettando la nuova vita che posso dargli

emotivamente sono decisamente instabile,
grazia dice che è normale, che quell'esperienza comune
troverà il suo giusto perchè solo dopo un paio di mesi,
quasi una stagione
ma sento che posso e devo tirare fuori
quel turbine che sento, trasformandolo in quelle miriadi di
espressioni emotive reali
che si chiama arte

le geometrie non sono la mia espressione
sono rassicuranti, mi avvolgono e mi danno una parvenza di ordine
ma non mi esprimono
mi proteggono

e poi la domanda...
chi potrebbe mai riuscire ad entrare nel mio turbine?
...senza restarne stordito e sconvolto?
chi riuscirei mai a far entrare in quelle
stanze ritmate e soffuse che sono io?

il deserto e la sete
il desiderio di liberare me e lui da me e lui

scritto da Ninatin
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non posso tenermi tutto dentro

It was

a moment

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